Il termine " intelligence ", nell'immaginario collettivo, identifica la globalità di tutte le tipologie di attività riconducibili alla raccolta e alla valorizzazione di informazioni, finalizzata alla produzione di una " conoscenza " utile al supporto delle decisioni dei governi in tema di difesa e sicurezza nazionale. Per ottenere questa " saggezza ", è stato indispensabile implementare non solo delle tecniche di spionaggio e di accesso a informazioni segrete e riservate, ma anche l'accesso alle cosiddette " fonti aperte ", cioè non segrete ma disponibili e accessibili dai comuni strumenti di mezzi di comunicazione (media, giornali, eventi, convegni, etc.). L'inarrestabile sviluppo delle applicazioni presenti nel Cyberspazio (social network, blog, forum, surface web, deep web, video, immagini), ha prodotto un nuovo modo di raccogliere e valorizzare queste informazioni, sviluppando un nuovo settore scientifico e applicativo: la web intelligence. Pertanto, l'attività di intelligence in Internet (Cyber Intelligence) che si basa su fonti aperte, può attualmente essere definita come il lavoro sistematico di raccolta, elaborazione, analisi, produzione, classificazione e diffusione di informazioni liberamente e legalmente accessibili. Essa può essere condotta in risposta a particolari richieste dei governi per il mantenimento della sicurezza nazionale o per scopi commerciali da parte di aziende o altre istituzioni anche non governative. Sono queste le tematiche affrontate da Antonio Teti in questa sua ultima opera, che tuttavia non deve apparire come testo tecnico per esperti di " intelligence ". E' un libro divulgativo, in cui l'autore, attraverso molteplici esempi reali, tenta di spiegare come l'utilizzo dei social network e delle applicazioni fruibili in Internet, possano diventare degli strumenti di acquisizione di informazioni riservate o personali utilizzabili per finalità diverse, anche illegali e criminose.