Quella che fino ad alcuni anni fa poteva apparire semplicemente come una visione, oggi appare come una possibile concreta realizzazione: la nascita di una società virtuale attiva, partorita nel cyberspazio, che sarà destinata ad integrarsi perfettamente con quella reale. Quindi non più mondi paralleli differenti (reale e virtuale) ma scenari psicofisici differenti, che si fondono e si completano in funzione delle interazioni che si attivano in una successione di eventi. Insomma la nascita di un mondo sociale più esteso e diversificato, in cui si sviluppano e si amplificano anche le potenzialità e le applicazioni della mente dell’uomo.

Tuttavia la possibilità che si concretizzi questo nuovo scenario cybersociale in cui la psiche dell’individuo può assumere un ruolo decisivo, pone l’uomo come mai fino ad ora, di fronte ad una serie di inquietanti interrogativi. Innanzitutto cos’è esattamente la mente? E' davvero possibile ipotizzare che esista un sorta di autonomia di funzionamento tra il cervello e il pensiero? La mente può essere identificata come un elemento sostanziale, teoria secondo la quale viene vista come una identità singola e autonoma, ma che trova nel cervello il proprio fondamento, oppure può essere identificata come un elemento funzionale, teoria che la pone come un intricato complesso di funzioni mentali, non autonome e legate al funzionamento dal cervello umano? E se la mente non fosse un organo materiale, ma un elemento in grado di manifestare funzioni e potenzialità che vanno al di là del mondo fisico? E infine, è possibile integrare il pensiero dell’uomo nel cyberspazio al punto tale da trasformarlo in un sistema pensante virtuale?